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Autore Topic: Commedia Maggio 2010  (Letto 405 volte)
ARCHE'
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« il: Febbraio 23, 2010, 04:10:42 »

Così come stabilito nella riunione del 3-2-10
pertono il lavori per l'allestimento dello spettacolo.

In questa discussione possiamo riportare tutte le proposte per i testi da rappresentare.

Buon lavoro Archè!
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« Risposta #1 il: Febbraio 25, 2010, 09:54:59 »

Vi riporto le commedie  tra quelle che ho cercato…. (ho dato un  okkiata ai copioni.. scaricati su emule…)

Vi scrivo la trama da Wikipedia e il link su antinati:


Le Vespe (16u 2d... ma mi sembra ke non compaiano tutti contemporameamente.. ed è stranamente tra i più brevi ke ho trovato... c sono molti personagi ma basterebbero poki attori.... )
http://www.gliantinati.it/stats/click.php?id=115
Filocleoneè un vecchio affetto dalla mania di partecipare ai processi come giudice popolare. Il figlio Bdelicleone ha allora deciso di rinchiuderlo in casa, per evitare che il vecchio possa correre in tribunale e passare lì tutto il giorno. Filocleone tenta in vari modi la fuga, aiutato dai suoi compagni di tribunale (che costituiscono il coro), ma senza riuscirci. Il figlio tenta di convincerli che il grande potere che essi credono di esercitare (e che è il motivo della loro ossessione per i processi) è in realtà soltanto una grande mistificazione, ed essi sono solo uno strumento nelle mani di chi esercita il potere.

Tuttavia la voglia di Filocleone di assistere ad un processo è tale che Bdelicleone, per accontentarlo, intenta un grottesco giudizio in casa propria: l'imputato è un cane, reo di aver mangiato un pezzo di formaggio. Filocleone è propenso a condannarlo, ma il figlio con l’inganno lo induce a mettere il proprio voto nell’urna dell’assoluzione. Il cane viene così assolto ed il vecchio, sconvolto dall’inaspettata conclusione del gudizio, decide finalmente di smetterla con i processi. Bdelicleone pensa allora di educare il padre alla vita mondana e a questo scopo lo conduce ad un banchetto, dove però il vecchio si comporta in modo inqualificabile, insultando i convitati e sottraendo loro un’avvenente prostituta. Rischierebbe di scoppiare una rissa, ma tutto si aggiusta ed alla fine i convitati escono di scena tra salti e piroette in un corteo di giubilo.





Aulularia (8u 5d... questo è più lungo del precedente....e in genreale altri copioni ke ho visto sono nolto più grandi)
http://www.gliantinati.it/stats/click.php?id=1405
Euclione, un vecchiaccio taccagno, trova una pentola piena di monete e vive nel costante terrore che gli venga sottratta. Eunomia consiglia al fratello Megadoro, vicino di casa di Euclione, di trovare moglie. Così Megadoro decide di sposare Fedria, figlia di Euclione, e va da questo per chidergli la mano della figlia. I due si accordano di celebrare il matrimonio il giorno stesso; Euclione pensa che Congrione, il cuoco chiamato per cucinare il banchetto nuziale, sia un ladro sentendolo più volte pronunciare la parola "pentola" e lo picchia, ma poi si rende conto della paranoia e gli lascia continuare a cucinare. Per sicurezza però Euclione decide di spostare la pentola d'oro nel tempio della fede. Strobilo, servo di Liconide,che è innamorato di Fedria ed è il nipote di Megadoro, vede Euclione nascondere la pentola e fa per prenderla, ma il vecchio avaro decide di rispostarla nel bosco Silvano e il servo avendolo seguito fin lì rubò la pentola e la nascose in casa di Megadoro. Strobilo allora cerca di comprarsi la libertà offrendo la pentola a Liconide che però rifiuta e portando la pentola a Euclione chiede la mano di Fedria.





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« Risposta #2 il: Febbraio 25, 2010, 01:40:38 »

La mia proposta invece è la ripresa e la nuova messa in scena dell' ANFITRIONE di PLAUTO

di seguito riporto la trama, per il testo devo trovarlo tra i files e spedirlo a enzo per metterlo tra i documenti da scaricare.

L'Anfitrione (Amphitruo) è una commedia, in cinque atti e un prologo, scritta dall'autore latino Plauto presumibilmente verso la metà del III secolo a.C. e rappresentata, con molta probabilità, nel 206 a.C.

Prologo

Mercurio nei panni di Sosia sta sorvegliando la casa di Anfitrione, intanto Giove consuma il suo amore per Alcmena, anche la notte viene allungata per permettere al dio di giacere di più con la donna. Intanto Anfitrione è appena sbarcato dopo la vittoriosa spedizione contro i barbari, Sosia sta correndo a raccontare ad Alcmena del comportamento valoroso del suo padrone.

 I atto
Sosia giunge davanti al palazzo di Anfitrione, ma Mercurio minaccioso gli impedisce di entrare, i due passano da elaborate minacce alle mani e il dio prevale nettamente sulla codardia del servo. Alla fine Mercurio convince Sosia, con l'aiuto della violenza, che lui è il vero Sosia ed il povero servo se ne torna confuso da Anfitrione. Giove esce e saluta Alcmena dicendo che deve tornare alla guida delle sue truppe.

 II atto
Anfitrione e Sosia si dirigono velocemente a palazzo e si stupiscono della fredda accoglienza di Alcmena, la quale sostiene di esser stata col marito fino a poco prima. Il condottiero la accusa di adulterio e invoca la presenza di Naucrate, cugino di sua moglie, a testimoniare come lui non si sia mosso dal suo accampamento per raggiungere la moglie fino a quella mattina. Quindi se ne va, seguito poco dopo da Sosia, cacciato in malo modo da Alcmena.

 III atto 
Alcmena minaccia di andarsene, mentre sopraggiunge Giove a scusarsi per il trattamento che Anfitrione le ha rivolto poco prima. Arriva anche Sosia a constatare che la pace è fatta tra moglie e marito. Sul finire dell'atto, in un monologo, Mercurio si vanta dell'intrigo teso ai mortali e il discorso assume anche una funzione chiarificatrice dell'andamento dei fatti per il pubblico, visto che la situazione si era parecchio ingarbugliata.

 IV atto 
Anfitrione, che non è riuscito a trovare Naucrate, torna a palazzo, ma viene malamente accolto da Mercurio/Sosia che finge di non riconoscerlo e lo accusa di essere un impostore: il vero Anfitrione, in quel momento, sarebbe in casa con Alcmena e qui il testo si interrompe. Dai frammenti tramandatici dai grammatici si deduce comunque l'andamento della vicenda: l'alterco tra Mercurio e Anfitrione continua; Alcmena esce da palazzo, ma viene insultata da Anfitrione, e torna dentro sdegnata. Anfitrione trova il suo pilota Blefarone e lo usa come testimone della sua assenza da casa. Giove e Anfitrione si incontrano e vengono alle mani, Blefarone sbaglia nel riconoscere chi sia il vero Anfitrione. A questo punto si interrompe la lacuna e riprende il testo: Blefarone parte lasciando uno scoraggiato Anfitrione. Giove rientra in casa: Alcmena sta partorendo.

 V atto 
Dalla casa esce Bromia che annuncia ad Anfitrione un prodigio: mentre Alcmena stava partorendo è scoppiato un tuono e la casa si è riempita di riflessi d'oro. La donna ha dato alla luce due gemelli: il più giovane (Ercole) ha subito mostrato la sua forza strozzando due serpenti che (inviati da Giunone, gelosa per l'ennesima scappatella del marito) erano strisciati dal soffitto alla sua culla. Anfitrione si dice non disturbato di dover dividere i suoi beni con il padre degli dei che, alla fine, interviene come deus ex machina, chiedendo al tebano di perdonare sua moglie, la quale ha agito in perfetta buona fede, credendo di cedere alla corte del proprio marito. Anfitrione acconsente ed invita il pubblico all'applauso.
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« Risposta #3 il: Marzo 09, 2010, 01:31:43 »

Nella sezione DOWNLOAD del sito sono stati caricati altri testi teatrali di PLAUTO da consultare per la nostra decisione.
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« Risposta #4 il: Marzo 10, 2010, 02:50:40 »

Scrivo a nome di Lia che propone come testo "LA MANDRAGOLA" di Machiavelli.
Il testo lo trovate nella sezione download!
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« Risposta #5 il: Aprile 05, 2010, 04:26:15 »

Come stabilito nella riunione di lunedì 22 Marzo 2010 la commedia che verrà realizzata da Archè a fine maggio è "Così fan tutte" (testo reperibile nella zona download).
Le prove si terranno prersso la palestrina nei giorni  Lunedì, Mercoledì, e Giovedì dalle ore 20.
Laccomedia verrà rappresentata versoi il laboratorio delle arti.
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